Menu principale:
MEDIA
Emotional training
Ci sono 2 modi di pensare all’attività fisica: come un dovere benefico ma seccante, che ci viene imposto dall’alto in nome e per conto di una forma fisica smagliante, o come la risposta a un'esigenza intima, profonda, di miglioramento del nostro rapporto con il corpo. In questo secondo caso, l’attività prescelta diventa un mezzo liberamente scelto, un tramite per il raggiungimento di un migliore equilibrio psicofisico.
Ne è convinto Emanuel Mian, psicologo e presidente dell’Iridsa (Istituto di ricerca internazionale sul disagio e la salute nell’adolescenza di Trieste), che precisa: "Il primo passo per entrare in un rapporto di collaborazione con il nostro corpo è vederlo per quello che è. Negli ultimi 30 anni, viceversa, donne e uomini hanno imparato a curarsi del loro fisico, ma non a guardarlo con obiettività: è come se indossassero degli occhiali deformanti! Il problema interessa soprattutto le donne, che già da bambine temono di non essere abbastanza magre. L’attività fisica può accentuare questa sensazione perché, se non viene scelta in base ai propri bisogni specifici, non solo dà scarsi risultati (si fatica per ottenere una silhouette 'scolpita' senza mai raggiungere il proprio ideale), ma diventa una forma non positiva di competizione con se stessi".
È importante quindi adattare il fitness alle nostre peculiarità fisiche (un corpo esile sarà naturalmente predisposto all’atletica o alla danza, per esempio, mentre un fisico robusto risponderà bene agli allenamenti di potenza con l’ausilio di pesi o macchine) ma anche alle nostre caratteristiche emotive in questo specifico momento della vita. Ecco le discipline più nuove.
L’autogradimento è un ingrediente importante nell’architettura del benessere, ma non dipende dalla bellezza della persona. "Per piacersi", spiega Mian, "è basilare avere la capacità di 'sentire’ la totalità del proprio corpo e percepire le sue reali dimensioni nello spazio. A questo scopo, la scelta giusta è un allenamento che coinvolga tutti i distretti muscolari, come fanno le arti marziali o la fit boxe. Prima e dopo l’allenamento,15 minuti di stretching aiutano a sviluppare la benefica sensazione di essere più fluidi, disinvolti, elastici". In alternativa potete ricorrere alle attività che sfruttano la carica positiva della musica: il Mozart fitness, per esempio, comprende riscaldamento articolare, condizionamento aerobico, bonificazione e stretching rallegrati da brani di Mozart, che danno un buon supporto alla ricostruzione della propria body-image.
Clicca qui e vai all'originale
Menu di sezione: