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Chirurgia Estetica

"Specchio, specchio delle mie brame chi è la più bella del reame?"… cosi chiedeva ogni mattina al suo specchio Grimilde, la matrigna di Biancaneve. Proprio come lei, ogni giorno migliaia di donne mature e di ragazzine pongono al famigerato oggetto la stessa domanda. Nella favola, Grimilde non accetta di non essere la più bella e progetta l'omicidio della figliastra. Nella realtà niente omicidi, ma sempre più interventi di chirurgia estetica.
"Le donne, in particolare quelle che si avvicinano al traguardo dei quarant'anni, molto spesso, anche se ancora belle ed arricchite dal fascino dell'età, non riescono a sopportare di non avere più la freschezza dei tempi del liceo ed è così che ricorrono al bisturi. Le più giovani, invece, vedono la bellezza come un valore ed è per questo che molte arrivano persino a chiedere ai genitori un 'seno nuovo' come regalo per il diciottesimo compleanno. Il dramma è che spesso vengono accontentate da mamma e papà". Questo è quanto ci dice Emanuel Mian psicologo esperto di disturbi dell'immagine corporea e presidente dell'IRIDSA (Istitiuto di Ricerca Internazionale sul Disagio nell'Adolescenza). Ma è davvero tanto difficile accettarsi per quello che si è? "A quanto pare sì" - continua Mian - "La nostra è una società che impone canoni di bellezza a volte irraggiungibili: la magrezza estrema è una di questi ed è il risultato di patologie quali anoressia nervosa e bulimia nervosa. Ad ogni modo, tutto parte sempre da una distorsione dell'immagine corporea: la persona in causa si percepisce in maniera diversa da come in realtà è. Molti interventi di chirurgia estetica potrebbero essere evitati proprio facendo riacquisire al paziente la consapevolezza della propria fisicità. Non tutti sanno che sottoporsi a liposuzione, addominoplastica, aumento del seno e via dicendo non è sempre la strada giusta. Tante donne rimangono insoddisfatte anche dopo i "ritocchi": il corpo subisce un cambiamento, ma l'immagine mentale che la donna ha di sé rimane "malata". Ed è così che un singolo intervento apre la strada ad un altro e ad un altro ancora". Interessante, ma la soluzione a questo meccanismo mentale esiste? "Certo" - dice Mian - "È necessario lavorare sull'autostima del paziente. Un percorso lungo. Inoltre, le donne che si rivolgono a me vengono sottoposte ad un test per mezzo di un software di mia invenzione che permette loro, attraverso una semplice fotografia, di vedersi come sarebbero con dei kg in più o in meno, con un seno più grande o più piccolo. In questo modo hanno una visione più chiara della situazione e io posso capire qual è il grado della loro distorsione corporea".


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